Il progetto di ricerca Platformization of CoPS Supply Chains, sviluppato nell’ambito del PNRR e dello Spoke 5 (Closed-loop, sustainable, inclusive factories and processes), nasce dall’esigenza di affrontare una trasformazione strutturale che sta interessando il manifatturiero italiano ad alta intensità tecnologica. In particolare, il progetto si concentra sulle Complex Products and Systems (CoPS), che rappresentano uno dei pilastri storici della competitività industriale del Paese, in particolare in termini di export. Ne sono un esempio i macchinari industriali e i sistemi di automazione, veri e propri simboli del Made in Italy.
Negli ultimi anni, la crescente pressione competitiva globale e la progressiva commoditizzazione del prodotto fisico hanno messo in discussione i tradizionali modelli di creazione del valore di molte imprese manifatturiere. In questo contesto, la digital servitization e, più recentemente, la platformization, emergono come traiettorie strategiche chiave per sostenere la competitività, favorendo il passaggio da una logica di vendita del bene a una logica di soluzione integrata e continuativa orientata al cliente.
Un cambio di paradigma: dalla macchina alla piattaforma
Il progetto si fonda su una chiara constatazione: per i produttori di CoPS, l’innovazione tecnologica incrementale sul prodotto non è più sufficiente. Sensori IoT, connettività e sistemi digitali abilitano nuove forme di servizio (come la manutenzione predittiva, il monitoraggio remoto e l’ottimizzazione energetica) che trasformano il macchinario in un nodo di una piattaforma digitale. Tuttavia, il vero salto avviene quando queste piattaforme smettono di essere esclusivamente interne all’impresa e diventano ecosistemi inter-organizzativi, in cui diversi attori condividono dati, competenze e servizi per offrire valore al cliente finale.
La platformization delle supply chain CoPS non è quindi solo una questione tecnologica, ma un processo di innovazione del modello di business e di trasformazione organizzativa che richiede di ripensare ruoli, confini e relazioni tra le imprese.
Cosa sono gli ecosistemi (e perché contano per le filiere CoPS)
Nel contesto della trasformazione digitale e industriale, il concetto di ecosistema si riferisce a un insieme di attori eterogenei – imprese, fornitori tecnologici, clienti, università, centri di ricerca e istituzioni – che interagiscono attorno a una piattaforma o a un’infrastruttura condivisa per co-creare valore. A differenza delle filiere tradizionali, caratterizzate da relazioni lineari e sequenziali, gli ecosistemi si fondano su interdipendenze, complementarità e meccanismi di coordinamento che consentono di integrare competenze diverse in modo dinamico.
Nel caso delle Complex Products and Systems (CoPS), gli ecosistemi rivestono un ruolo particolarmente rilevante: la complessità tecnologica, la lunga vita utile dei prodotti e la crescente centralità dei servizi digitali rendono sempre più difficile per una singola impresa presidiare internamente tutte le fonti di valore. La platformization rappresenta quindi il passaggio da un’organizzazione “chiusa” a una logica ecosistemica, in cui la competitività dipende dalla capacità di orchestrare relazioni, dati e soluzioni distribuite tra più attori.
Un approccio di ricerca longitudinale e orientato alla pratica
Il progetto adotta un approccio di ricerca longitudinale e collaborativo, inserendosi pienamente negli ecosistemi della ricerca promossi dal PNRR. Attraverso un intenso dialogo tra università, imprese e altri attori del sistema industriale, il progetto contribuisce allo sviluppo di ecosistemi dell’innovazione capaci di connettere la conoscenza scientifica, la sperimentazione applicata e i bisogni concreti delle imprese.
Workshop periodici, casi di studio e tesi di laurea sviluppate in collaborazione con le aziende partner hanno permesso di costruire una comprensione condivisa dei meccanismi attraverso cui la platformization può prendere forma nei contesti manifatturieri italiani, valorizzando il ruolo della ricerca come abilitatore di trasformazioni organizzative e strategiche.
Un elemento distintivo del progetto è l’attenzione alla dimensione culturale e organizzativa del cambiamento. Nonostante la disponibilità di tecnologie abilitanti, molte imprese faticano a superare barriere legate alla proprietà dei dati, alla collaborazione con potenziali competitor e alla ridefinizione del ruolo delle funzioni tradizionali, come vendite e assistenza tecnica. La ricerca mostra come la platformization richieda un profondo riallineamento tra strategia, struttura organizzativa e mentalità manageriale.
Dalla servitizzazione alla platformization: traiettorie e tensioni
I risultati del progetto evidenziano infatti come la platformization si sviluppi attraverso fasi progressive, ciascuna caratterizzata da specifiche tensioni. In una prima fase, le imprese introducono piattaforme transazionali e servizi digitali per migliorare l’efficienza del post-vendita. Successivamente, con l’adozione di piattaforme IoT, emerge una tensione legata alla fonte del valore, che si sposta dal prodotto fisico ai dati e agli insight generati dal suo utilizzo. Infine, quando le imprese aprono le proprie piattaforme a partner esterni, si manifesta una tensione di controllo, legata alla governance dell’ecosistema e alla condivisione dei benefici.
Affrontare queste tensioni richiede forme di ambidestrismo organizzativo, in cui attività esplorative legate alla piattaforma convivono con quelle di sfruttamento legate al core business tradizionale. Il progetto mostra come le imprese più avanzate combinino meccanismi di separazione strutturale, come unità digitali dedicate, con pratiche di integrazione, come team cross-funzionali e processi di sperimentazione con i clienti.
Proof of Concept e market pull: il ruolo della sperimentazione
Un altro contributo chiave del progetto riguarda il ruolo dei Proof of Concept (PoC) come strumenti di validazione e di apprendimento. Le iniziative di platformization che hanno mostrato maggiore successo sono quelle guidate da casi d’uso concreti e da un forte market pull, piuttosto che da una logica technology-push. In particolare, il coinvolgimento di clienti early adopter e di imprese più piccole ma innovative si è rivelato cruciale per testare le soluzioni, raccogliere feedback e costruire proposte di valore realmente rilevanti.
Questa attenzione alla sperimentazione contribuisce anche a rafforzare la dimensione human-centric della trasformazione, valorizzando il ruolo delle persone (tecnici, venditori, operatori) nel tradurre la tecnologia in valore operativo.
Un modello per il futuro delle filiere CoPS
Nel suo complesso, il progetto Platformization of CoPS Supply Chains si propone come una piattaforma di riflessione e sperimentazione all’interno degli ecosistemi dell’innovazione che stanno ridisegnando il panorama manifatturiero italiano. Integrando competenze accademiche, sperimentazione industriale e politiche pubbliche, il progetto rafforza il ruolo degli ecosistemi della ricerca come infrastrutture chiave per accompagnare le imprese verso modelli più resilienti, collaborativi e sostenibili.
In un contesto di crescente complessità e interdipendenza, la capacità di orchestrare gli ecosistemi digitali rappresenta una leva strategica fondamentale per il futuro delle filiere CoPS e, più in generale, del sistema industriale italiano.
A cura di Jacopo Manotti, Ricercatore Politecnico Milano
21 Gennaio 2026