Il progetto di ricerca ACTAS, finanziato dal programma NEXT-GEN EU – PNRR, nell’ambito dello Spoke 2 – MICS (Made in Italy Circolare e Sostenibile), mira a supportare le imprese italiane del settore arredo – con particolare attenzione al contract arredo – ad affrontare la transizione sostenibile attraverso l’innovazione della loro offerta e dei relativi modelli di business implementando nuovi servizi. Per far questo, il progetto ha sperimentato ed applicato strumenti tipici del design strategico per facilitare questo processo di cambiamento.
Perché la servitizzazione?
I modelli tradizionali di produzione, vendita, consumo e scarto dei prodotti, detti modelli lineari o “take-make-waste”, stanno mostrando sempre di più i loro limiti, sia in termini ambientali che di competitività. Il consumo e il costo delle risorse, la difficoltà nella gestione del fine vita dei prodotti, e la pressione normativa, spingono ad un cambiamento di questi modelli, anche nell’industria dell’arredo. Per questo negli ultimi anni la circolarità è diventata un imperativo anche in questo settore.
La servitizzazione, ovvero l’evoluzione da vendita di prodotti a offerta di servizi integrati (come il noleggio di prodotti, o servizi di manutenzione e rigenerazione) si presenta come un’opportunità. Tramite la servitizzazione le aziende sfruttano al meglio i prodotti, tenendoli in vita il più possibile e moltiplicando i cicli di vita per più clienti. Questo non solo permette di ridurre l’uso di risorse, ma potrebbe anche generare un vantaggio economico e competitivo per le imprese.
Le sfide del cambiamento verso modelli di business service-oriented
Non si tratta di un passaggio immediato. Per molte aziende, spostarsi da una logica centrata sul prodotto, basata sui volumi di vendita, a una logica di servizio implica cambiamenti profondi, sfide e rischi concreti da affrontare. In prima battuta entra in gioco una dimensione operativa ed organizzativa dettata dalle nuove competenze necessarie per la gestione di un servizio. Pensando al settore arredo, guardiamo alla gestione del ciclo di vita, la manutenzione, la logistica inversa o la personalizzazione dei servizi; elementi che richiedono competenze nuove rispetto a quelle tradizionali.
Inoltre, nel tessuto produttivo del Made in Italy, e in quello dell’arredo, si tratta spesso di aziende storiche, con una forte identità ed un know-how radicato nella progettazione e vendita di prodotti. Ripensare le imprese come fornitrici di servizi rimette in discussione queste certezze verso nuove logiche.
Infine, il cambiamento apportato per la servitizzazione necessita di una visione nel lungo periodo per essere credibile ed attuabile. La sfida della trasformazione verso il servizio deve essere supportata da una strategia solida, costruita attraverso un’attenta analisi dell’impresa e dei suoi stakeholder.
ACTAS si inserisce in questo spazio di trasformazione, per accompagnare le aziende del settore contract arredo nell’affrontare queste sfide, offrendo strumenti e spazi di co-progettazione che agevolino le condizioni per il cambiamento.
Gli obiettivi del progetto ACTAS
Il progetto ACTAS si sviluppa intorno a due obiettivi principali, tra loro complementari e necessari nella trasformazione di un’azienda dal modello product-centric a service-oriented.
- Esplorare le potenzialità dei modelli di servizio circolari come leva per generare valore economico, ambientale, sociale e relazionale, all’interno dell’industria dell’arredo. Quest’ultimo, essendo un pilastro del Made in Italy, è caratterizzato da logiche e dinamiche peculiari che vanno analizzate con cura nell’applicazione di un nuovo modello come quello della servitizzazione.
- Sviluppare un percorso partecipativo per costruire una strategia di cambiamento condivisa dalle persone che fanno parte delle aziende e le vivono tutti i giorni. Grazie ai metodi e gli strumenti collaborativi del design strategico è possibile attivare dei momenti di collaborazione attraverso cui coinvolgere diversi reparti e figure aziendali, per tradurre la complessità, prendere decisioni informate e identificare direzioni strategiche condivise e credibili da sviluppare nel medio-lungo periodo.
I Transition LAB: spazi di collaborazione e co-progettazione
Per facilitare il cambiamento all’interno delle imprese, il progetto ha adottato un approccio partecipato, combinando analisi teorica e sperimentazione pratica con due imprese. La sperimentazione ha preso forma tramite un percorso costituito da una serie di sessioni collaborative mirate alla definizione degli ingredienti necessari per il cambiamento: i Transition LAB.
Il percorso di ACTAS con le aziende si è articolato in momenti progressivi: dalla mappatura del sistema attuale alle criticità percepite, fino alla costruzione collettiva di scenari futuri e all’identificazione delle opportunità e delle strategie di servizio più promettenti. I Transition LAB sono stati degli spazi sicuri in cui le aziende hanno potuto confrontarsi apertamente, far emergere dubbi e intuizioni, e costruire una visione condivisa. Il design ha facilitato questi momenti, creando strumenti visuali, metodi di analisi, e format di discussione capaci di trasformare la complessità del cambiamento in conoscenza operativa.
I Transition LAB ed il percorso ACTAS hanno permesso non solo di sviluppare idee, ma anche di favorire ed avviare un cambiamento interno. Il dialogo e la collaborazione hanno permesso di trasformare la servitizzazione da un concetto astratto e lontano, ad una possibilità concreta e vicina.
Cambiamento verso il servizio: un momento per ripensare alle relazioni aziendali
Grazie al percorso di ACTAS è stato possibile per le imprese definire nuove direzioni strategiche di servizio verso la circolarità. Emergono così nuove interpretazioni del valore, basate non solo sui prodotti, ma anche sulle relazioni e le esperienze d’uso responsabili degli arredi nel tempo.
ACTAS ha evidenziato il ruolo strategico del design all’interno delle aziende, come facilitatore di processi di cambiamento. Il design ha permesso di supportare le imprese nell’affrontare la complessità e nel prendere decisioni condivise e orientate verso un futuro sostenibile. Proprio la capacità di coinvolgere e condividere del percorso ACTAS ha rafforzato la cultura del rischio e dell’innovazione all’interno delle aziende, creando nuove connessioni e aprendo spazi di discussione su temi che toccano direttamente l’identità e la strategia aziendale.
Il percorso di ACTAS ha mostrato che la servitizzazione non è solo un modello di business, ma una chiave per ripensare il modo in cui l’azienda si posiziona nel mercato e interagisce con i suoi clienti. La transizione dal prodotto al servizio diventa così un’occasione per innovare in modo responsabile, costruire nuove forme di valore e contribuire a un settore dell’arredo più sostenibile e resiliente.
Mattia Italia, post-doc Dipartimento di Design, Politecnico di Milano
Xue Pei, ricercatrice Dipartimento di Design, Politecnico di Milano
Michele Melazzini, ricercatore Dipartimento di Design, Politecnico di Milano
Francesco Zurlo, professore ordinario e preside della Scuola del Design, Politecnico di Milano